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7 October 2014

Bangladesh: ultimatum del governo per il trasferimento delle concerie

Concerie BangladeshEntro marzo dell’anno prossimo le concerie del Bangladesh dovranno obbligatoriamente essere trasferite dal quartiere di Hazaribagh, Dhaka, a Savar. E’ questo l’ultimatum imposto dal Ministro dell’Industria bengalese Amir Hossain Amu, che prevede la cancellazione dei lotti prenotati al Savar Leather Industry Park e la loro riassegnazione ad altri imprenditori, per quelle aziende che non effettueranno lo spostamento di sede entro i termini previsti.

La situazione pessima in cui versano le concerie, e i lavoratori delle stesse in Bangladesh, è universalmente conosciuta. Solo qualche anno fa, infatti, un rapporto di Human Rights Watch aveva messo in evidenza le disastrose condizioni di lavoro in queste strutture. Crisi di salute e sicurezza tra i lavoratori dovute all’esposizione a sostanze chimiche per la conciatura, nonché gravi incidenti causati da uno sconsiderato utilizzo di pericolosi macchinari, e il crescente inquinamento ambientale, avevano convinto le istituzioni ad intervenire in modo deciso.
Secondo il Ministro dell’Ambiente Anwar Hossain: “Il Bangladesh perderà completamente la sua fetta di mercato internazionale se le concerie non inizieranno a produrre rispettando gli standard internazionali e dei rivenditori.”

Da qui l’ultimatum del governo. Circa 30 aziende sono tenute a completare il trasferimento entro marzo 2015, e 75 società entro giugno.
Il Ministero dell’industria ha già assegnato lotti nei 200 acri di terreno a 155 concerie tramite la BSCIC, il dipartimento del Ministero che si è occupato del progetto.

Questo è certamente un importantissimo passo avanti per la tutela e la salvaguardia dei lavoratori che operano in un settore, quello della pelle, che per il Bangladesh è in costante crescita.
Secondo i dati della Export Promotion Bureau, l’industria conciaria in Bangladesh ha stabilito un record per le esportazioni, che hanno raggiunto un incremento del 32.12% rispetto all’anno scorso, arrivando ad un giro d’affari di 1,29 miliardi dollari nell’anno fiscale 2013-14.

 






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