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19 November 2013

Biodiversità, provenienze sospette e calo qualitativo del grezzo bovino europeo

grezzo bovino europeo

Il mercato europeo delle pelli bovine grezze sta attraversando un periodo di difficoltà che preoccupa fortemente il mercato dei conciatori.

Molteplici sono le cause che hanno portato ad un calo qualitativo del pellame che si aggira intorno al 10%, e molte sono le ombre che si allungano sull’argomento.
Il costo della materia prima è diventato elevatissimo, ma sembra non corrispondere più alla qualità di un tempo.
I conciatori, si lamentano non solo dell’impennata dei costi, ma soprattutto delle mancate garanzie e della mancata tracciabilità delle pelli, che rappresenta da sempre garanzia di qualità per le aziende.
I fattori maggiormente preoccupanti si registrano sulle provenienze sospette degli allevamenti europei, in particolar modo quelli di Austria e Germania.

Tra i diversi fattori che preoccupano il mercato, va senza dubbio menzionata la disomogeneità nelle pelli bovine allevate in Europa (che conta circa un centinaio di razze diverse) e la miscelazione delle stesse da parte degli allevatori che spesso rendono gli acquisti inaccettabili.
Un altro fattore sicuramente determinante è il calo dello standard qualitativo degli allevamenti, che per far fronte alla diminuzione del consumo di carne, vede sacrificati trattamenti fondamentali di prevenzione sul bestiame.

I Conciatori chiedono maggiori garanzie sulla qualità, e non vogliono acquistare pelli ad un prezzo sempre maggiore, ma con un valore qualitativo che sembra andare sempre calando.

Solo seguendo l’intera filiera produttiva, si può avere il pieno controllo sulla qualità, ma sono davvero poche le società in grado di farlo, in Italia per esempio, c’è un solo gruppo che controlla circa il 25% delle pelli grezze nazionali.

Ma in Europa, chi sarà disposto ad accollarsi i costi legati alla tracciabilità della materia prima?”

 






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