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Fiere

17 September 2013

ACLE, All China Leather: considerazioni dall’edizione di Settembre 2013

ACLE SETTEMBRE 2013Una delle più importanti fiere del settore conciario si è da poco conclusa, la All China Leather (ACLE) di Shanghai ha infatti chiuso i battenti lo scorso 6 Settembre, portando alla luce alcune questioni su cui riflettere.

Turchia, Brasile, India, Pakistan e naturalmente Cina, i paesi con la maggior presenza di concerie espositrici, a conferma del fatto che il mercato asiatico rimane un forte acquirente in tutti settori, mentre si è visto un calo della partecipazione europea.

Uno dei principali dati emergenti dalla kermesse cinese, riguarda il mercato del grezzo, che sembra contare più del finito, tant’è che le aziende produttrici di pellame per il settore moda e lusso hanno preferito presentare il crust, rimandando l’esposizione delle collezioni complete ad altre manifestazioni fieristiche come, ad esempio, LINEAPELLE o Anteprima a Milano.

La conceria europea vede nei mercati asiatici una concorrenza sempre crescente, legata ad un continuo investimento tecnologico, e ad un richiesta sempre maggiore da parte dei compratori di prodotti economici; le aziende manifatturiere cinesi sono infatti diventate più appetibili grazie ad una domanda in costante aumento di prodotti come le croste rivestite.

Anche per il mercato dei macchinari la situazione non è facile per Europa e Italia, vendere in Cina oggi significa dover garantire un servizio costante e, spesso, personalizzazione del prodotto, ecco perché molte aziende aprono uffici di rappresentanza nella Repubblica Cinese, per poter essere costantemente presenti.

Incertezze anche sulla quotazioni delle pelli grezze, la cui negoziazione è stata dominata dalla debolezza del mercato statunitense, debolezza dovuta all’accumulo di giacenze durante il periodo estivo, che ne avrebbe ridotto il valore del 10%.

La vigilia dell’esposizione ha visto, come di consueto, lo svolgimento del forum annuale organizzato da CLIA (associazione area pelle cinese), in cui la sostenibilità della conceria italiana ha giocato un vero e proprio un ruolo da protagonista.

 






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