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6 October 2011

Alla scoperta del mondo della concia

Mattia PieropanAccesso libero negli show room e visite guidate negli stabilimenti. Aziende aperte per far conoscere il territorio, non solo attraverso la sua storia e il suo patrimonio artistico ma mediante i luoghi della produzione, per capire chi siamo e cosa facciamo. Ad Arzignano si scommette sul turismo industriale per far conoscere il mondo produttivo della concia e il lato più vitale del territorio.

Visite turistiche al più grande depuratore d’Europa e tour all’interno delle aziende conciarie. Il comune di Arzignano, cuore del comparto produttivo conciario più grande d’Italia, punta sul turismo: quello industriale soprattutto, da sviluppare con valenza didattica e formativa. “Partiamo da quello che abbiamo e cerchiamo di valorizzarlo” lo slogan dell’assessore Mattia Pieropan, cui il sindaco Giorgio Gentilin ha affidato ufficialmente la nuova delega. “La conoscenza del territorio – spiega l’assessore – passa attraverso lo studio della sua storia, la conoscenza del patrimonio artistico ma anche mediante la conoscenza del suo settore produttivo, del lavoro che in esso si svolge e quindi delle sue imprese. Vicenza è la città del Palladio ma è anche una provincia che si colloca in posizioni di eccellenza secondo gli indicatori economici. E’ protagonista in diversi settori del mercato, con una strategica propensione per l’export. Perché non far conoscere i distretti produttivi attraverso le loro aziende?” Divertirsi visitando le fabbriche, dunque, svagarsi ammirando vecchi macchinari, rilassarsi con arnesi e prodotti da lavoro: il concetto di bene culturale si allarga e allora tour nelle officine e porte aperte negli stabilimenti delle aziende per un turismo di scoperta economica che ha anche una forte attrattiva emozionale per chi visita i luoghi di lavoro del papà o del marito. Se a Rotterdam si organizzano giri in battello per visitare il porto, con le sue gru e i container, in Lombardia esiste un itinerario della via dell’energia, a Milano un percorso per scoprire le architetture industriali dei serbatoi dell’acqua e dell’edificio che ospitava le cucine economiche, se l’università di Padova ha istituito un master sulla conservazione del patrimonio industriale e il Touring Club ha realizzato una guida del turismo industriale, Arzignano propone un turismo in conceria, alla sorgente della produzione industriale.
“Le fabbriche – spiega l’assessore – raccontano una comunità, la sua cultura, le sue tradizioni, mostrano le tecnologie e parlano della società. Ogni anno Acque del Chiampo promuove una giornata di visite guidate al depuratore e sono centinaia i cittadini che vi partecipano. L’impianto, a livello europeo, è una struttura di eccellenza. Allora: perché non proporre alle scuole conciarie, agli istituti tecnici una visita didattica? La salvaguardia dell’ambiente, declinata in questa peculiarità tecnica della nostra valle, secondo la nostra Amministrazione può creare interesse turistico e formativo. E poi giri turistici nelle aziende: per far vedere quanto di buono è stato fatto, per far apprezzare la genialità e la creatività di tanti pionieri dell’industria”. Nelle aziende si potrà seguire da vicino l’ideazione e la nascita di un prodotto, magari destinato ad un marchio prestigioso della moda, essere testimoni di un sapere tecnico e imprenditoriale messo all’opera, vedere in presa diretta le persone al lavoro. Non solo industria, però, la proposta turistica del territorio comprende anche enogastronomia, feste tradizionali e vestigia del dominio della Serenissima, come la Rocca di Castello, memorie delle antiche processioni popolari come la festa di Sant’Agata, siti naturalistici quali le rotte del Guà, e mete religiose come il santuario con la grotta di Chiampo. Il comune sogna mostre e convegni, disegna itinerari per un turismo inteso come business e risorsa, mezzo per ricostruire la “buona fama” della città, del distretto e dell’intera valle.






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